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quadro di roberto amadi

Nel corso degli anni ottanta  ho studiato l'interazione tra geometrie diverse nella rappresentazione pittorica, come la possibilità di associare la grafica computerizzata alla pittura.

Ho iniziato con l'allora mitico commodore 64, gettando così le basi per l'approdo al digitale vero e proprio, avvenuto poi durante gli  anni novanta.

Certamente sono riscontrabili molte influenze nei miei lavori di allora come nel mio lavoro attuale.

Fondamentali gli studi nell'ambito della psicologia della gestalt: sono stato allievo di Gaetano Kanizsa, padre della psicologia in Italia ma anche pittore, ed ho partecipato ad un seminario con Michael Kubovy, neogestaltista.

Nel contempo già dai tempi dell'adolescenza trovavo suggestive le speculazioni
della psicologia analitica.
Attraverso il fare ho così sviluppato uno stile che mi portava a confrontarmi direttamente con il surrealismo e pittori del realismo magico come Magritte.

Da questo punto di vista, allora come oggi, trovo  tante sollecitazioni nell'iconografia contemporanea nel senso più ampio del termine (inclusa la pubblicità, il fumetto ed il cinema).

Una  ricerca continua che non si è mai interrotta. Anche in tutto questo, ma non solo, ho trovato la spinta ad approcciare la lavorazione del legno.

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Roberto Amadi

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Graphic designer e webmaster: Roberto Amadi